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Terzo Settore ed Economia Sociale

  1. Verso la legge regionale

La Regione Emilia-Romagna ha avviato un percorso per realizzare una legge regionale sull’ Economia Sociale ambito al cui interno sono senz’ altro presenti gli enti del Terzo Settore iscritti o non iscritti al Registro unico del Terzo Settore

Come Enti del Terzo Settore ci riconosciamo, e siamo riconosciuti come pilastro fondamentale dell’Economia sociale sviluppata in questa Regione forti e consapevoli del grande lavoro sociale che agiamo nei nostri ambiti (sport, cultura, sociale, sanitario, advocacy,..) e anche del valore economico che produciamo.

Secondo una recente indagine che abbiamo condotto nelle nostre 34 reti, negli 11.000 Ets aderenti al RUNTS operano oltre 400.000 volontari e 80.000 lavoratori e sono associate oltre 1.300.000 persone producendo un valore economico stimato in 6-7 miliardi (di cui la metà provenienti da Cooperative sociali). Sono numeri che abbiamo intenzione di approfondire tramite l’Osservatorio che ci raccontano dell’importanza di questo movimento che produce un’economia diversa dall’ economia prodotta legittimamente da altri soggetti.

L’ attuale modello culturale dell’economia capitalistica neo liberista fortemente presente a livello mondiale e nel nostro paese essendo principalmente orientato al profitto produce spesso disuguaglianze sociali, precarietà del lavoro, disattenzioni nei confronti dell’ambiente e purtroppo anche guerre.  Gli Ets, la cooperazione, radicati nei territori pagano importanti tasse mentre grandi gruppi multinazionali dispongono di benevole leggi che permette loro di beneficiare si sostegni fiscali

Si è arrivati ad estremi incomprensibili con l’esistenza di modelli di benessere che lasciano indietro interi popoli e mentre alcuni inseguono la chimera di una autoaffermazione illimitata, molti restano privi del necessario. Un modello di sviluppo che sta determinando 60 conflitti nel mondo spesso determinati dal bisogno di controllare le materie prime e la relativa ricchezza. Guerre di potenza e di controllo che un sistema di regole internazionale non è in grado di fermare e di contenere come la Russia in Ucraina, Israele a Gaza e in Libano e gli Stati Uniti in Iran.

Un modello di sviluppo che richiede un forte cambiamento che può essere determinato da un reale sostegno all’ Economia sociale. Già nel corso della crisi del 2009 Barak Obama nel Recovery Act e Papa Ratzinger nella Caritas in Veritate indicavano l’economia sociale come un modello economico da perseguire alternativo al modello dominante. Anche durante e dopo il Covid si è parlato molto di economia sociale. Come siamo messi oggi lo vediamo. Ci sentiamo impotenti di fronte alle guerre schiacciati da un turbo capitalismo e da oligarchie che pensiamo invincibili (a parte Bernie Sanders e Papa Leone)

La Commissione europea, attraverso l’Action Plan per l’economia sociale, aveva cominciato a riconoscere l’importanza dell’Economia sociale ma dopo le elezioni la Commissione Europea ha sciolto l’unità specifica “Economia Sociale” all’interno della Direzione generale Mercato interno, industria, imprenditoria e PMI (DG GROW) relegando il tema all’ interno delle politiche sociali

L’Italia, recependo la direttiva europea ha adottato nel 2025 il piano per l’economia sociale attivando un percorso che definisce il perimetro e riconosce l’esistenza dell’economia sociale rimandando azioni concrete di sostegno come una dotazione finanziaria che stiamo aspettando. La revisione intermedia del Social Economy Action Plan avvenuta il 30 marzo 2026 potrà essere uno stimolo ulteriore per comprendere le reali volontà del Governo Italiano

In Emilia-Romagna l’attenzione verso l’economia sociale è da sempre presente anche grazie alla presenza di un forte movimento cooperativo, di un terzo settore diffuso e ad una propensione dei cittadini alla partecipazione e all’ attenzione sociale. La legge sul Terzo Settore, la legge sull’ economia solidale, la legge sulla cooperazione sociale sono solo alcuni riferimenti normativi che ci raccontano di una attenzione che probabilmente presto si tradurrà in una legge regionale sull’ Economia sociale.

Qualcosa si muove ed essendo nel nostro dna manteniamo alta la speranza, l’impegno fiduciosi che le cose possano cambiare e che l’Emilia-Romagna anche grazie al terzo settore e agli altri soggetti dell’economia sociale possa indicare una nuova strada possibile da percorrere

In previsione della legge come Forum del Terzo Settore riteniamo di poter fornire un importante contributo forti dei numeri che abbiamo visto ma più che altro forti dei nostri principi e valori agiti coerentemente ogni giorno:

Il valore della pace

La non ripartizione degli utili (o il suo reinvestimento)

La partecipazione democratica

La difesa del buon lavoro

Il rispetto dell’ambiente

Il contrasto alle disuguaglianze economiche e sociali

La promozione di sport e cultura in una dimensione sociale.

  • Alcune proposte in vista della prossima legge regionale

Nel corso della costruzione della legge sull’Economia Sociale possiamo quindi fornire il nostro contributo e ci permettiamo di avanzare alcune proposte:

Una legge e i successivi decreti attuativi è forte quando viene condivisa con le persone implicate dagli esiti della legge. Non è sufficiente il prezioso contributo dei rappresentanti delle diverse componenti sociali ma è fondamentale anche il contributo e il coinvolgimento delle persone che operano in questi ambiti. La forza della legge del terzo settore è connessa ad un percorso che in due anni ha coinvolto migliaia di persone che hanno commentato le proposte arricchendole e integrandole. le leggi quando escono da un vero percorso partecipato hanno sicuramente maggiori possibilità di realizzare gli obiettivi,auspichiamo quindi una vera e reale co-programmazione da svolgere nei prossimi mesi.

Il percorso avviato dal Patto per il lavoro è senz’ altro positivo e abbiamo apprezzato la recente dgr uscita il 3 giugno 2026 “approvazione degli indirizzi strategici per l’economia sociale in Emilia-Romagna 03/06/2026” e il grande lavoro che sta svolgendo Arter.

I primi articoli delle leggi normalmente si definiscono i destinatari e gli ambiti. Dai primi stimoli e proposte che sono stati presentati nell’ambito del patto per il lavoro concordiamo con la definizione del perimetro dei soggetti giuridici indicati dall’ Europa ma probabilmente il solo possesso del requisito giuridico non è sufficiente. E’ sufficiente lo status giuridico per essere definito soggetto dell’economia sociale? Oppure sono necessari anche altri requisiti per poter essere riconosciuti come tali? Il codice del Terzo Settore definisce l’ambito giuridico, ma per poter essere iscritti al Registro (RUNTS) è poi necessario evidenziare molteplici aspetti anche se riteniamo che dopo 10 anni dalla riforma sia necessaria una profonda verifica e relativi aggiustamenti.

L’economia sociale deve contenere una modifica degli obiettivi di riferimento e non un modo un po’ diverso di fare le stesse cose. E’ economia sociale se mette al primo posto una serie di obiettivi che contribuiscono ad una maggiore equità nell’accesso alla ricchezza, alle opportunità, al rispetto dell’ambiente e non l’accumulo di ricchezza e potere economico e tecnologico.

Non facciamo un buon servizio alla nostra società se diamo l’idea che tutto o quasi è economia sociale senza distinzione tra chi persegue, legittimamente, il profitto e l’accumulo e chi invece persegue il lavoro “buono”, il benessere della società dove vive, lo sviluppo delle relazioni, la tutela dell’ambiente, il rispetto dei diritti

Sempre ricordando il Codice del Terzo Settore, gli enti del terzo settore come le cooperative sono soggetti a controlli e rendicontazioniper poter essere iscritti al Registro. Probabilmente anche i soggetti dell’Economia sociale non Ets e non cooperative è importante che siano soggetti ai controlli per verificare la sussistenza dei requisiti che permettono di essere riconosciuti come soggetti dell’Economia sociale.

Alcuni Enti del Terzo Settore come le cooperative sociali sono obbligati per legge regionale a presentare il bilancio sociale ogni anno per rendere trasparente ed evidenziare la coerenza fra lo status giuridico e le attività svolte, e anche sul tema del bilancio-impatto sociale sarebbe importante approfondire la riflessione

Riteniamo inoltre importante nella costruzione della legge definire i sostegni e le agevolazioni destinati ai soggetti dell’economia sociale. oggi costituire un ETS è più costoso e anche il regime IRAP penalizza gli ETS rispetto alle imprese, considerando che a livello nazionale si sta discutendo del piano dell’economia sociale italiano, sarebbe auspicabile che gli ETS iscritti al RUNTS fossero esentati dal pagamento dell’IRAP.

Infine un ultimo tema che ci sta particolarmente a cuore attiene all’attrattività delle persone nello svolgere attività nell’ambito del terzo settore. Questo è un tema che come Forum riteniamo molto importante affrontare e che riguarda probabilmente anche i soggetti dell’economia sociale, le Organizzazioni sindacali, i firmatari del Patto, tutti quanti ad interrogarci sul futuro dell’economia per renderla maggiormente sociale nella consapevolezza che se questo avverrà sarà grazie all’ intelligenza umana e non artificiale.

Benissimo quindi che l’Emilia-Romagna si rilanci come laboratorio avanzato di economia sociale promuovendo innovazioni che possono essere utili sia a livello nazionale sia europeo valorizzando in particolare la forza delle sue organizzazioni, del terzo settore e grazie alla diffusa partecipazione civica dei cittadini.

In Copertina: Foto di Jennifer Delmarre su Unsplash

Terzo Settore ed Economia Sociale | Lab Politiche e Culture