Il libro di Arturo Scotto (Flotilla. In viaggio per Gaza. Diario di bordo per una nuova rotta, ed. Giunti, 2026), è il racconto di una fortissima esperienza umana e anche di un pezzo importante di storia politica, tuttora in corso. È la storia di una battaglia per la difesa dei diritti umani, in particolare per Gaza e per il popolo palestinese, una tragedia che si è ulteriormente complicata da allora. Infatti il disordine, la violenza internazionale si è aggravata a causa dell’ultimo conflitto israelo-americano ai danni dell’Iran, una guerra su scala regionale che purtroppo ha ormai anche effetti pressoché mondiali.
Il libro racconta di un’azione esemplare, compiuta in difesa di valori umani e politici che forse pensavamo fossero assodati anche nella nostra cultura istituzionale e giuridica. L’hanno compiuta persone che conosco, come i due europarlamentari del PD, Arturo Scotto e Annalisa Corrado, e Yassine Lafram, già presidente dell’UCOII. Hanno partecipato anche, come “equipaggio di terra”, l’organizzatore nazionale del Partito Democratico, Igor Taruffi ,che è stato un attore molto importante in questa vicenda. E poi il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, che dall’inizio della pulizia etnica e del genocidio in corso ha mandato messaggi molto chiari da parte della città, dando un orizzonte politico internazionale alla comunità che amministra e interpretandone la volontà.
Il libro, scritto molto bene, è un vivace diario di bordo di un viaggio che occupa il mese di settembre, concludendosi con il ritorno ai primi di ottobre a Roma. Citando Tortorella, l’autore osserva che c’è bisogno di un socialismo nuovo, che si esprime nei comportamenti. I protagonisti l’hanno incarnato, vivendo un’esperienza umana potente. Ancora prima di salpare, Annalisa Corrado e Arturo Scotto, che come deputati sono ovviamente accomunati da molte battaglie, però hanno anche storie molto diverse, immaginano che al termine di questa esperienza scopriranno di essersi contaminati reciprocamente. Annalisa, in particolare, si chiede scherzosamente se il suo collega alla fine diventerà un ecofemminista. Forse sì, a giudicare dallo stile del libro, che narra i fatti partendo diffusamente da sé, non risparmiandosi anche nel raccontare il suo percorso umano, i suoi affetti. Ci sono molti momenti di tensione, di arresti, di impennate, ad esempio quando si fermano per tre giorni a Creta è descritto uno snodo del viaggio non indifferente, perché Arturo, Annalisa e Yassine decidono di svolgere una funzione politica, cercando di arrivare davvero all’obiettivo di far aprire dei corridoi umanitari verso Gaza. Era questo in effetti l’assillo, l’obiettivo costante che avevano in mente. Quindi decidono di interpellare attraverso Yassine un punto di riferimento per tutti noi, ovvero il Cardinale Zuppi, per chiedere se il Vaticano poteva fare una pressione diretta su Israele, allo scopo di ottenere la possibilità di portare aiuti umanitari.
Un altro momento critico è stato l’abbordaggio e l’arresto. Ho trovato particolarmente commovente la preoccupazione per la sorte di Yassine Lafram, ovviamente dovuta al fatto che è di religione musulmana ed era imprigionato dall’esercito israeliano.
Annalisa e Arturo, in quanto miei compagni di partito, mi hanno resa molto orgogliosa. Permettetemi di dire che il PD è stato all’altezza della situazione: anche in una vicenda così delicata non ha mai fatto venir meno non solo il sostegno, ma l’indicazione politica su quanto fosse giusto esserci, accompagnare questa missione, fare tutto quello che politicamente e istituzionalmente era giusto fare.
In copertina: dettaglio del testo di Arturo Scotto, Flotilla. In viaggio per Gaza. Diario di bordo per una nuova rotta, ed. Giunti, 2026

