L’on. Giorgio La Malfa, già Segretario del P.R.I. e Ministro in vari governi, sta generosamente girando l’Italia per presentare il suo ultimo progetto politico: Officina Repubblicana. Non si tratta di un Partito in più, ma di una “piattaforma programmatica”, che si rivolge agli iscritti nei tradizionali Partiti, nonché a cittadini disamorati dell’impegno civile per riportarli all’entusiasmo democratico. Abbiamo avuto la possibilità di poterlo intervistare.
D) Con tutto il bagaglio della sua esperienza politica e con un rinnovato slancio, ha iniziato a presentare questo nuovo progetto prima a Roma e poi a Venezia e Milano. Sabato 14 marzo, la tappa napoletana che, anche per la scelta del Palazzo Serra di Cassano, sembrerebbe voler rivestire una notevole importanza per l’irrisolta questione meridionale.
R) Palazzo Serra di Cassano per l’intero meridione d’Italia significa rifarsi alla grande stagione dell’Illuminismo napoletano e dell’occasione, purtroppo, perduta del 1799; ma non solo la questione meridionale merita la nostra attenzione. Nel discorso di presentazione di Officina Repubblicana a Milano ho sostenuto che nei primi anni della legislatura l’on Meloni ha subito un duplice condizionamento di politica estera, da parte dell’amministrazione democratica degli Stati Uniti per ciò che riguarda la politica internazionale e l’alleanza atlantica e da parte della maggioranza costituita dai popolari e dai socialisti per ciò che riguarda la politica europea. Per cui la destra al governo ha dovuto rinunciare a gran parte delle enunciazioni antieuropee e sovraniste che aveva fatto prima dell’accesso al governo. In quella prima fase il danno di un Italia antieuropea è stato forte, ma relativamente limitato, mentre è stata conservata la tradizionale linea atlantica dei nostri governi. Ora il quadro è mutato con l’elezione di Trump negli Stati Uniti e con la crescita dei partiti antieuropeisti di destra in tutti i grandi paesi europei. Il pericolo costituito da un governo di destra in Italia è ben maggiore che nel 2022. Bisogna riuscire a dare al Paese una guida filoeuropea e saldamente democratica. Noi vogliamo estendere la nostra organizzazione e le nostre iniziative per concorrere al successo del centrosinistra nelle prossime elezioni politiche. Intanto, di fronte alle posizioni inaccettabili dei vari Calenda, Marattin e così via, Officina Repubblicana con le sue iniziative a Roma, Venezia, Milano e Napoli, che hanno raccolto centinaia di persone, ha dato un contributo rilevante alla battaglia del NO.
D) Officina Repubblicana potrebbe essere considerata un baluardo posto a difesa della Costituzione e un antidoto contro l’ormai tanto diffusa antipolitica, che finisce con l’alimentare la facile diffusione del populismo?
R) Sulla Costituzione noi esprimiamo una posizione molto netta, che ci differenzia anche da talune iniziative e posizioni del centrosinistra. Noi siamo contrari a tutte le modifiche costituzionali. Riteniamo pericoloso che le forze politiche considerino come loro programma la manomissione della Costituzione. Ovviamente la nostra opposizione diviene più intransigente di fronte ai tentativi come quelli fatti dall’attuale governo di modificare a semplice maggioranza la Costituzione, ma diciamo che il ricorso ai mutamenti costituzionali rivela in genere il tentativo di nascondere i fallimenti politici dei governi e la loro incapacità di dare agli italiani con l’azione ordinaria di governo la risposta ai loro problemi.
D) L’economista così amato dall’ Onorevole Giorgio La Malfa sin dai tempi della tesi di Laurea, John Maynard Keynes, nell’epoca di Trump e di una capillare e dilagante vittoria di conservatorismo e sbarramento -perfino ideologico- al libero scambio delle merci, quanto potrebbe ancora offrire alla ricerca di idee e soluzioni antitetiche a tale attuale deriva? R) Con l’avvento della Presidenza Trump all’inizio del 2026 e con l’indebolimento dell’alleanza fra popolari e socialisti in Europa le cose sono drammaticamente mutate in peggio. Oggi l’Italia è allineata alle politiche antieuropee di Trump e impedisce di dare una risposta europea comune ai gravi e pericolosi attacchi di Trump. La prossima iniziativa di carattere nazionale di Officina Repubblicana sarà l’organizzazione di un convegno sui temi economici volto a individuare le priorità per l’uscita dalla crisi in cui l’Italia si trascina da quasi venti anni. Vogliamo definire un programma economico pluriennale per la trasformazione e il rilancio dell’economia italiana. Il convegno porterà le nostre proposte specifiche, ma sarà anche una occasione di un confronto fra i partiti della coalizione di centrosinistra sull’Italia che vogliamo nei prossimi anni. L’Italia non può permettersi che le prossime elezioni confermino la maggioranza di destra: deve vincere il centro sinistra e deve farlo su posizione di rilancio della spinta all’integrazione politica europea. Noi ci siamo con l’obiettivo di concorrere alla definizione di una buona piattaforma programmatica del centrosinistra e di rafforzare la componente di sinistra democratica del centrosinistra. Siamo alla ricerca dell’adesione dei giovani, perché il testimone della sinistra democratica deve passare a loro.
In copertina: logo di Officina Repubblicana, https://www.officinarepubblicana.it/

